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Posizione assicurativa RVPA.Necessarie precisazioni: quando si annaspa nell’ignoranza.Anche i maestrini sbagliano.

da | Lug 6, 2026 | News | 0 commenti

Posizione assicurativa RVPA.Necessarie precisazioni: quando si annaspa nell’ignoranza.Anche i maestrini sbagliano.

In relazione ad un recente comunicato concernente la Richiesta di Variazione della Posizione Assicurativa (RVPA), si ritiene opportuno formulare alcune precisazioni di carattere tecnico-amministrativo, nell’interesse del personale e della corretta informazione previdenziale.

La procedura RVPA, messa a disposizione dall’INPS, costituisce uno strumento attraverso il quale il dipendente può segnalare eventuali incongruenze presenti nella propria posizione assicurativa. Essa, tuttavia, non certifica automaticamente l’esistenza di errori imputabili all’Amministrazione né può costituire, di per sé, elemento sufficiente a dimostrare un’errata ricostruzione della posizione previdenziale.

È noto che il trasferimento delle posizioni assicurative dall’ex INPDAP all’INPS ha determinato un complesso processo di migrazione delle banche dati che, ancora oggi, presenta disallineamenti riguardanti numerose Amministrazioni dello Stato, comprese le Forze Armate e le Forze di Polizia.

Proprio al fine di superare tali criticità, con la sottoscrizione del primo Protocollo d’Intesa tra il Centro Nazionale Amministrativo dell’Arma dei Carabinieri e l’INPS, avvenuta nel 2017, è stato avviato un articolato processo di allineamento delle posizioni assicurative di tutto il personale dell’Arma, attività tuttora oggetto di costante implementazione e aggiornamento.

È altresì opportuno ricordare che, ogniqualvolta un militare presenta un’istanza previdenziale all’INPS – quali, ad esempio, domanda di pensione, riscatto, ricongiunzione, prestazioni creditizie o altre procedure previdenziali – l’Amministrazione provvede ordinariamente alla verifica e, ove necessario, all’aggiornamento della posizione assicurativa, trasmettendo all’Istituto i dati utili alla corretta definizione della pratica.

Per il personale dell’Arma dei Carabinieri permane inoltre una nota peculiarità: in numerose posizioni assicurative l’INPS assume quale decorrenza dell’iscrizione previdenziale la data della nomina a Carabiniere anziché quella dell’arruolamento. Tale circostanza determina frequentemente apparenti vuoti contributivi o una diversa anzianità assicurativa riportata nell’estratto conto previdenziale, senza che ciò corrisponda necessariamente a una reale anomalia amministrativa.

Parimenti, la data riportata sul cedolino stipendiale non può essere considerata elemento certificativo della posizione previdenziale. Il cedolino assolve a finalità economiche e fiscali e non costituisce documento idoneo a certificare la carriera amministrativa del militare.

L’unico documento avente valore certificativo rimane la documentazione matricolare – variamente denominata foglio matricolare, stato di servizio o libretto personale – dalla quale è possibile ricostruire con certezza l’intero percorso di carriera del militare. Solo dopo tale verifica potranno essere accertate eventuali reali difformità e, se del caso, richiesti gli opportuni interventi correttivi.

Ne consegue che il corretto iter dovrebbe prevedere:

  • verifica preventiva della propria documentazione matricolare;
  • confronto con l’estratto conto contributivo INPS;
  • eventuale segnalazione all’Amministrazione delle sole incongruenze effettivamente riscontrate;
  • ricorso alla procedura RVPA esclusivamente nei casi in cui ciò risulti realmente necessario.

La presente nota viene altresì formulata a tutela dell’attività del Centro Nazionale Amministrativo, affinché non si determini un indiscriminato ricorso a richieste seriali o predisposte mediante modelli standard, prive di una preventiva verifica documentale.

Un invio massivo di istanze non adeguatamente motivate rischierebbe infatti di rallentare il regolare svolgimento delle attività istituzionali del CNA, con inevitabili ripercussioni sui tempi di lavorazione delle pratiche che richiedono un concreto intervento amministrativo.

La tutela dei diritti previdenziali del personale rappresenta un obiettivo comune. Proprio per questo è fondamentale che ogni iniziativa sia supportata da un’adeguata verifica documentale e da informazioni tecnicamente corrette, distinguendo le reali anomalie amministrative dai fisiologici disallineamenti informatici ancora presenti nelle banche dati dell’INPS.

Una corretta informazione tutela contemporaneamente gli interessi dei militari, l’efficienza dell’Amministrazione e il buon andamento dell’azione amministrativa, evitando inutili allarmismi e consentendo di concentrare le risorse sulle posizioni che presentano effettive criticità.