LA NOSTRA STORIA

La battaglia per il riconoscimento del diritto sindacale In Italia ha inizio nel 1950. La prima svolta avvenne nel tentativo di democratizzare le Forze Armate: nacquero 6 associazioni dei quadri in congedo, 2 per ogni forza militare.

Nel 1969, l’aiutante Ufficiale, quindicinale delle Forze armate, elaborò un’iniziativa che portò alla costituzione della prima associazione in cui confluirono sia i quadri in servizio che in congedo: l’ANAM, Associazione Nazionale Ufficiali dell’Aeronautica.

Nel 1972, l’ANAM, proiettata ormai verso la sindacalizzazione, si trasformò in SINAM, Sindacato Autonomo dei Militari, e il giornale da cui promanava venne ridenominato Il Giornale dei militari; in Europa nel contempo nasceva l’EUROMIL, l’organizzazione che tutt’oggi riunisce le maggiori associazioni sindacali militari d’Europa e la cui presidenza, quell’anno, venne affidata alla Bundeswehr-Verden, il più forte sindacato militare del mondo, mentre la vice presidenza all’italiana SINAM.

Il 1975 nacque il Movimento Democratico dei Sottufficiali con l’intento di operare incisivamente per una migliore condizione militare.

Quell’anno il Parlamento incaricò una commissione interministeriale di elaborare una bozza di regolamento di disciplina militare in sostituzione di quello vigente che risaliva al 1964. Dopo 3 anni di dibattiti in Parlamento, venne approvata con numerose modifiche che ne svuotarono la sostanza. La collocazione della Rappresentanza militare verrà messa in discussione da diversi emendamenti in un’altalena di competenze che ancora oggi non risultano chiare.

Nasceva la Legge 382 recante le “Norme di principio sulla disciplina militare” che doveva aprire le porte alla democrazia nelle Forze armate.

Il movimento di democrazia militare riprende nel 1990. Dopo una lunga pausa di 10 anni dovuta alla nascita delle rappresentanze militari in sostituzione dei sindacati. Sin dall’inizio i delegati capiscono che la Rappresentanza Militare non è lo strumento idoneo per la difesa degli interessi della categoria.  Così dopo l’esperimento durato 10 anni riparte la battaglia sociale per la conquista dei diritti.

E’ nel 1991 che l’allora brigadiere Ernesto Pallotta, eletto al Cocer, denuncia l’inadeguatezza della rappresentanza militare. Nel corso di interventi alla Commissione Difesa della Camera annuncia la nascita di un movimento di democrazia militare qualora il parlamento non avrebbe dato ascolto alle istanze della base.

Nel 1993, a seguito dell’indifferenza della classe politica, fonda UNARMA: la prima associazione di carabinieri e nel contempo viene pubblicato un suo libro  dal titolo “La democrazia nelle Forze Armate, ovvero il diritto negato, edito da Il Ventaglio di Roma, è un saggio politico in cui denuncia l’assenza di democrazia nel mondo militare.

Nel 1994 viene presentato un ricorso al Tar del Lazio con il quale si chiede il pieno riconoscimento dei diritti associativi e sindacali. Il ricorso viene rigettato e la sentenza viene appellata al Consiglio di Stato che intravedendo motivi di illegittimità nel divieto di costituzione di organizzazioni sindacali e associativi, la invia alla Corte Costituzionale per il parere di competenza.

Nel frattempo UNARMA è nel pieno della sua attività, inizia convegni, congressi, entra nel mondo politico e militare per seminare l’idea di democrazia militare. Il Maresciallo Pallotta diviene il leader del movimento di democrazia militare, così definito dal giornalista Carlo Mercuri de il Messaggero ed è presente in numerosi trasmissioni televisive.

Nel 1997, il Mar. Pallotta, fonda la prima rivista non ufficiale dell’Arma: Il Giornale dei Carabinieri. La rivista diventa l’organo ufficiale di UNARMA. Raggiunge tutte le caserme d’Italia e con le sue denunce diviene subito un autentico media.

A seguito del grande successo di UNARMA, l’allora Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri,  Giorgio Cancellieri, emanava una circolare in cui indicava l’Associazione UNARMA come associazione a carattere sindacale e pertanto vietata per legge, la circolare faceva eco ad una diffida dell’allora Ministro della Difesa, On. (Generale) Corcione che ne aveva chiesto lo scioglimento.

Nel 1999, con una sentenza vergognosa, la Corte Costituzionale, dichiara inaccettabile l’apertura al diritto sindacale in quanto tali attività apparivano in contrasto con l’unità e la coesione delle forze armate e che la costituzione dei sindacati avrebbero minato la disciplina militare.

A seguito di tale sentenza le attività di UNARMA sono costrette ad interrompersi in attesa della pronuncia della Corte di Giustizia Europea, nel frattempo interpellata dai ricorrenti sulla vicenda.

La sede legale dell’Associazione Sindacale Carabinieri UNARMA resterà chiusa fino alla data del 31/08/2020.
Auguriamo a tutti Buone Vacanze
UNARMA A.S.C.