L’evoluzione dell’Ordinamento Militare introduce importanti modifiche al sistema valutativo dell’Arma dei Carabinieri, con l’obiettivo dichiarato di semplificare le procedure e ridurre i passaggi amministrativi. Tuttavia, l’esonero dalla revisione per le cariche apicali solleva interrogativi non secondari sul piano delle garanzie. La concentrazione del giudizio in un unico livello, seppur autorevole, rischia di comprimere il principio di terzietà, elemento fondamentale per assicurare equità, trasparenza e tutela del personale. Unarma ritiene necessario aprire una riflessione seria su un passaggio normativo che, se non adeguatamente bilanciato, potrebbe rivelarsi più pericoloso che virtuoso e aprirebbe sicuramente molti contenziosi, nonché sminuirebbe le aspettative dei militari.
Di seguito Il punto in esame
Esonero dalla revisione per le cariche apicali
Un ulteriore elemento di semplificazione procedurale riguarda l’eliminazione del passaggio di revisione in presenza di valutatori di alto livello. Secondo il nuovo dettato normativo, il processo valutativo si conclude direttamente con il primo giudizio qualora il compilatore (o il primo revisore) sia:
Un Comandante di Corpo;
Un Ufficiale con grado di Colonnello o superiore;
Un’autorità civile con qualifica di dirigente.
La norma riconosce dunque l’autorevolezza del giudizio espresso dai vertici gerarchici o dirigenziali, ritenendo superfluo un ulteriore vaglio amministrativo. Questi interventi, nel complesso, delineano un quadro normativo volto a ridurre i carichi burocratici e a rendere più flessibile l’apparato valutativo dell’Arma.