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UNARMA TOSCANA, MALESSERE DEL PERSONALE PER LE CRITICITÀ NEL SERVIZIO DI ORDINE PUBBLICO DEL PALIO DI SIENA

da | Ago 21, 2023 | News | 0 commenti

AL MINISTRO DELLA DIFESA

AL COMANDO GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI

AL COMANDO LEGIONE CARABINIERI “TOSCANA”

Utilizziamo il titolo preso dalla pubblicazione P-4 dell’edizione 2009 solo al fine di presentare in modo più accurato la questione di notevole importanza dato il suo impatto tangibile e le possibili influenze pratiche su diverse sfere operative, ritenendo che la tematica richieda un’adeguata considerazione, ma sarebbe forse più indicato un “io, speriamo che me la cavo”.

Il lavoro svolto pertanto vedrà un’analisi sul piano della linea territoriale e quella mobile partendo dalla codificazione dell’Ordinamento Militare e dell’Amministrazione della Difesa con il D.Lgs. nr.66 del 2010 che vede all’art. 1841 la “tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro per le Forze Armate”.

Questa Segreteria Regionale Toscana, nell’ambito dell’attività di ascolto, ha raccolto le criticità che investono la linea territoriale, quando viene impiegata in servizi di Ordine Pubblico. La normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, si applica alle Forze armate nei limiti di compatibilità con gli speciali compiti e attività da esse svolti, tenuto conto delle insopprimibili esigenze connesse all’utilizzo dello strumento militare, come valutate dai competenti organismi militari sanitari e tecnici. 2. I limiti di compatibilità e le esigenze connesse all’utilizzo dello strumento militare sono individuati nel regolamento, in questa parte emanato nel rispetto delle procedure previste dall’art. 3, comma 2, 1) periodo del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 totale disparità in termine di sicurezza e di attività operativa, qualora necessario. Abbiamo collaborato in piena sinergia con la Segreteria Generale della Linea Mobile Addestrativa di Unarma per analizzare il problema, scomporlo e gestirlo per sviluppare le diverse prospettive al fine di ottenere una comprensione più completa e profonda della situazione.

Il fatto: Siena 16 agosto 2023 Palio delle Contrade:

• Risulterebbe che siano stati impiegati militari della territoriale in divisa S.E. con materiale di

O.P. al seguito, con consumazione degli eventuali pasti presso la MOS del Comando Provinciale di Siena e richiedendo altresì reattività e prontezza operativa nell’espletamento del servizio.

Analisi:

• La pubblicazione in questione assegna al Comandante, che è responsabile del territorio, il

compito di valutare le necessità di protezione del personale e la serietà delle minacce da affrontare, secondo quanto stabilito nel Comitato di Analisi per la Sicurezza delle manifestazioni o in sede di Comitato Ordine e Sicurezza Pubblica.

• Tuttavia, le direttive riguardanti l’adozione delle attrezzature e dell’abbigliamento pertinente non sono omogenee. Sono diversi i Comandi che a seconda delle occasioni mettono il personale nelle condizioni di operare con il giusto equipaggiamento e l’abbigliamento adatto a differenza invece dei rinforzi richiesti che provenienti da altre province vengono DISPOSTI PER L’IMPIEGO non in linea a quanto richiesto. L’operatore ha il materiale per l’Ordine Pubblico (scudo e bastone da difesa e casco) ma non lo può utilizzare al meglio perché ha una divisa non adatta alle circostanze (Servizio Estiva) senza contare quella sensazione di sentirsi fuori luogo in un contesto operativo: trovarsi in situazioni in cui non si è completamente integrati o adeguatamente coinvolti, creando un senso di disconnessione o di non appartenenza all’ambiente circostante, può quindi essere reattivo e operativo come richiesto? La risposta anche se lapalissiana la diamo noi, è NO! Altra nota da rappresentare è quella della fruizione dei pasti dei militari impegnati nei servizi di ordine pubblico2. I criteri di flessibilità enunciati non trovano assicurazione nel garantire a fronte di un’intero servizio l’erogazione del trattamento alimentare lasciando l’operatore senza pasto e ricorrendo alla richiesta del buono, la cui consegna non è stata espressamente codificata, con tutti i ritardi e problemi che ne conseguono per la fruizione (niente pasto e niente buono pasto prima del servizio)

Ma lo stesso servizio con impiego della linea mobile?

• Sicuramente la tuta da ordine pubblico prevista, sicuramente tutto il materiale in dotazione

per ordine pubblico, e sicuramente l’eventuale buono pasto consegnato prima del servizio per dare modo al militare di organizzarsi per anticipo laddove la MOS non può arrivare3.

Quindi la domanda sorge spontanea, ma i militari della Territoriale sono forse” figli di un dio minore”?

Pare anche superfluo ricordare che il fatto di Siena non è una situazione isolata, un caso, un copia e incolla sbagliato, ma è solo l’ennesima dimostrazione che nessuno si pone le domande fondamentali del tipo… ma i militari in S.E possono usare correttamente i materiali da OP?

E che dire dei militari che giornalmente affiancano le squadre della linea mobile nei servizi di Ordine Pubblico, i cosiddetti Referenti, o Coordinatori, o Responsabili, (tutti provenienti dalla Territoriale) nessuno di loro in Tuta da ordine pubblico, e quindi nessuno di loro impiegabile in stato di necessità, anzi, capita che queste figure si allontanino volontariamente (perché si rendono conto che non sono in grado di affrontare una situazione critica di ordine pubblico e di essere di impaccio alle operazioni della linea mobile) o vengano allontanate dai Comandanti della linea mobile per preservarne la salute; la sicurezza di questi militari, non semper sed saepe, è affidata ad una borsa con dentro un casco, una usanza degli anni ‘80 che non si riesce a sradicare, o che verrà abbandonata quando qualche fatto grave arriverà alla ribalta della cronaca con tutte le sue conseguenze e gli strascichi polemici. Mantenimento dell’ordine pubblico della sicurezza dei cittadini, della loro incolumità e della tutela della proprietà….

Questo lo ricordo tra i doveri del carabiniere…. Ma i diritti chi li preserva? A Siena sicuramente c’è stato un problema, un misunderstanding, un errore di battitura, non lo sappiamo e forse non lo sapremo, ma di una cosa siamo certi e ce ne rammarichiamo, che i Carabinieri in S.E alla fine hanno continuato l’Ordine Pubblico indossando, dietro DISPOSIZIONE, la cara vecchia bandoliera, senza tener conto di quanto previsto dal comma 2 art 70 DLGS 81/084, o degli obblighi del datore di lavoro che mette a disposizione dei propri lavoratori le attrezzature come previsto dal DL 626/945, un ritorno al passato che credevamo archiviato, ma l’Arma riserva sempre delle sorprese, sembra quasi che quando non si sappia che fare si sceglie sempre la mossa peggiore. Eppure, sono anni che corsi di addestramento per uso del tonfa e scudo o di perfezionamento con scudo e bastone in gomma, vengono spesi per indottrinare al meglio o specializzare i militari delle Stazioni, per dare quei mezzi indispensabili per poter operare nel migliore dei modi e in sicurezza ed ottenere finalmente la tanto agognata “massima reattività e prontezza operativa”, nel pieno delle norme sulla sicurezza sul lavoro in un Ordine Pubblico. Siamo stanchi di pezze a colori, di improvvisazioni, fino ad ora tutto è andato bene, o quasi, ma come dice un vecchio detto “la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo”, prima o poi qualche ingranaggio si bloccherà e noi non vogliamo che qualche militare patisca danni a cui poi non si potrà più rimediare! Siamo nel 2023 e ancora purtroppo si guarda più all’apparenza che alla sostanza!

L’Ufficio Ufficio Relazioni Sindacali e rappresentanza Militare di questo Comando Generale, in relazione a quanto comunicato, di sovente comunica che ai sensi dell’art. 5 della legge 28 aprile 2022, nr. 46, che la materia trattata esula dalle competenze delle APCSM, nonostante vengano precisate quelle <<prerogative sindacali di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 9 aprile 2008, nr. 81>> sulle misure di tutela della salute e della sicurezza del personale militare nei luoghi di lavoro. Gli interventi richiesti sono tutti vertenti a ciò che può portare un miglioramento delle condizioni lavorative, sull’importanza di un confronto aperto e del dialogo diretto come pilastri 4 riguardo le attrezzature di lavoro messe a disposizione dei lavoratori, che devono essere conformi a specifiche disposizioni legislative e regolamentari, secondo le direttive comunitarie. 5 Scelta e adozione di misure tecniche per la minimizzazione del rischio, rispondenza ai principi ergonomici degli ambienti lavorativi, verifiche di prima installazione e periodiche. Fondamentale l’aggiornamento dei requisiti minimi di sicurezza delle attrezzature di lavoro in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi, rilevanti ai fini della sicurezza e della salute. fondamentali del nostro percorso. Prospettive, interazioni e senso del dovere devono trovare quel comune denominatore nella collaborazione dove l’impegno di ognuno ci porterà a risultati positivi e alla crescita. Per una volta gradiremo che quell’articolo 5 citato nelle Vs. risposte sia “messo in sospeso”, andando ad evidenziare quella parte successiva che a nostro parere ci fornisce un’indicazione ad una sorta di apertura: <<la problematica è stata comunque oggetto di approfondimento>>. Come sarebbe bella la sola frase “la problematica sarà oggetto di approfondimento”.

Cordiali saluti

LA SEGRETERIA REGIONALE TOSCANA UNARMA