AL MINISTRO DELLA DIFESA
AL COMANDO GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI
Questa Associazione Sindacale esprime la propria preoccupazione in merito alle sorti dei Carabinieri Forestali, alla luce della chiusura dei Gruppi Forestali e dei NIPAAF prospettata per il prossimo mese di aprile, prima dell’uscita della procedura GeTra 2026.
Il Corpo Forestale dello Stato è stato assorbito dall’Arma dei Carabinieri con il Decreto Legislativo 177/2016, con il quale è stato istituito il Comando Unità per la Tutela Forestale. Con lo stesso Decreto vengono creati anche i nuovi “ruoli forestali ad esaurimento” nell’Arma (unità complessive transitate nell’Arma: 6.754). Dunque sono confluiti nella nuova struttura alcuni dei Reparti specializzati dell’Arma: il Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente (NOE) e il Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, sino a quel momento dipendenti dal Comando della Divisione Unità Specializzate.
Nel 2018 viene istituito il Comando per la Tutela della Biodiversità e dei Parchi, che coordina i tre neoistituiti Raggruppamenti Biodiversità, Parchi e CITES.
La manovra di assorbimento del Corpo Forestale dello Stato da parte dell’Arma è stata ripartita in tre fasi:
1^ fase: armonizzazione del personale;
2^ fase: armonizzazione di mezzi, beni mobili e immobili;
3^ fase: armonizzazione totale di uomini, mezzi e beni immobili e mobili.
Nel 2023 la denominazione delle Stazioni Carabinieri Forestali muta in Nuclei Carabinieri Forestali, atto prodromico alla fase finale che dovrà avvenire nel 2027. La mutata nomenclatura da Stazione CCF a Nucleo CCF è infatti funzionale alla dipendenza diretta dei Nuclei dai Comandi Regione.
Dal momento del passaggio del Corpo Forestale nell’Arma dei Carabinieri sono state riscontrate diverse criticità, sia per quanto riguarda il personale, sia per le strutture adibite a caserme, sia per i mezzi.
Mezzi:
da quando è avvenuto il transito, le autovetture in livrea verde sono state dismesse rapidamente e, purtroppo, alla maggior parte delle allora Stazioni Forestali è stata assegnata una sola autovettura (anche in virtù di organici che spesso non superano le sei unità), solitamente già molto usurata. Si segnala inoltre la difficoltà diffusa nell’interfacciarsi con l’Arma territoriale, anche per attività ordinarie o per comprendere le modalità operative. A quanto pare, ogni Comando Provinciale gestisce diversamente vari aspetti, dagli automezzi alla SAP, fino alla compilazione dei programmi quali SILAC e memoriale.
Beni immobili:
la maggior parte delle Stazioni appartenenti al Corpo Forestale dello Stato rientrava in due categorie: immobili demaniali o di enti statali/parastatali e immobili privati in locazione. Gli immobili onerosi sono stati dismessi, mantenendo quelli a titolo gratuito. Si riscontra tuttavia l’assenza di essenziali lavori di manutenzione e l’estrema difficoltà nel reperire fondi, nonché la complessità nell’individuare il corretto iter amministrativo per l’esecuzione degli interventi. Si ricorda inoltre che i Nuclei Forestali non possono accedere al plafond della Prefettura per lavori strutturali.
Un’ulteriore criticità è rappresentata dall’assenza di posti letto collettivi e camerate. Tale mancanza comporta difficoltà nell’accoglienza del personale trasferito, in particolare di nuova nomina. È stabilito che i Nuclei Forestali possano appoggiarsi alle Stazioni territoriali per il casermaggio, ma in numerose occasioni tali Comandi hanno negato la disponibilità dei posti letto, dovendo dare precedenza al proprio personale, impedendo di fatto l’arrivo di nuovi militari nei Nuclei.
Questa situazione risulta critica sia per il ripianamento organico dei Nuclei sia per il personale anziano, ostacolato nell’ottenimento dei trasferimenti tramite procedura GeTra, poiché per essere trasferiti senza attendere il cambio sul posto è necessario che nella sede siano presenti almeno altri quattro militari.
Per quanto riguarda il personale transitato nell’Arma dei Carabinieri, esso comprendeva anche personale civile, successivamente suddiviso in due categorie: coloro che hanno frequentato un corso di militarizzazione e una piccolissima parte rimasta nei ruoli civili. Per il personale proveniente dai civili non esistono linee guida né regolamentazioni sui trasferimenti, non essendo incluso nella procedura GeTra. Gli Uffici superiori, che dovrebbero rappresentare un punto di riferimento, sembrano anch’essi privi di indicazioni chiare.
Ci si avvicina ora alla terza fase della manovra di assorbimento (anno 2027). Da quanto emerge dal Decreto Legislativo, entro tale data la scala gerarchica dei Carabinieri Forestali dovrebbe cessare.
Risulta pertanto necessario chiarire come verranno gestiti i Nuclei Investigativi di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (NIPAAF). Essi dipendono direttamente dai Gruppi e sono collocati al loro interno; pertanto, la chiusura dei Gruppi richiede necessariamente una nuova collocazione per il personale dei NIPAAF. Dovrà essere chiarito dove verranno assegnati i militari e gli Ufficiali attualmente in servizio presso i Gruppi.
I reggenti dei Gruppi sono Ufficiali del ruolo Forestale, mentre i reggenti dei NIPAAF e della CITES sono generalmente Carabinieri specializzati TFAA.
Secondo voci informali, NOE, RTA e NAS starebbero ampliando le piante organiche per consentire l’incorporamento dei NIPAAF presso tali Reparti; tuttavia, il 2027 è ormai prossimo e non vi è ancora chiarezza sulla futura collocazione del personale dei Gruppi Forestali.
Questa Associazione Sindacale manifesta pertanto forti perplessità in merito alle prossime manovre, che ad oggi appaiono non adeguatamente definite, generando incertezza e confusione nel personale, e chiede che vengano delineate con precisione.
Si confida in una attenta valutazione della presente richiesta, nell’ottica del miglioramento e del coordinamento sistematico della disciplina vigente.
Con osservanza,
Antonio Nicolosi
Segretario Generale di Unarma