+39 06 622 80 320 [email protected]

OGGETTO: Gestione degli assetti aeromobili di nuova generazione RH-119 – criticità che investono la sicurezza del volo, l’efficienza operativa e la corretta amministrazione del patrimonio dello Stato.

da | Feb 24, 2026 | News | 0 commenti

AL MINISTRO DELLA DIFESA

AL COMANDO GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI

1. Fallimento dell’iter addestrativo

Dal mese di giugno 2024, i piloti di Roma Urbe hanno completato il corso teorico (ground course) per il passaggio sul nuovo elicottero RH-119. A tal riguardo si rileva l’assenza di una programmazione strutturata delle attività addestrative successive al completamento del corso teorico per il transito su elicottero RH-119.

La mancata pianificazione di sessioni pratiche sia in ambito simulativo sia operativo impedisce la trasformazione delle competenze teoriche in capacità operative effettive, determinando un progressivo decadimento delle conoscenze acquisite (skill fade). Tale condizione incide direttamente sul livello di prontezza operativa (operational readiness) del personale navigante e compromette l’efficace impiego degli assetti di nuova generazione, con conseguente inefficienza nell’utilizzo delle risorse già allocate per il percorso formativo.

L’assenza di una pianificazione addestrativa integrata rischia inoltre di generare disallineamenti tra disponibilità della linea di volo e qualificazione degli equipaggi, con potenziali ricadute sulla sicurezza delle operazioni e sulla sostenibilità del processo di introduzione in servizio del nuovo elicottero.

Si evidenzia, inoltre, che alcuni percorsi formativi (corsi di inglese) risultano formalmente avviati ma procedono con tempistiche dilatate e modalità non continuative, tali da non garantire un reale e progressivo miglioramento delle competenze linguistiche del personale. Tale condizione compromette la capacità del personale di allinearsi ai requisiti operativi richiesti dall’introduzione di nuove piattaforme aeronautiche e dall’evoluzione dei contesti operativi, rendendo di fatto marginale l’impatto delle iniziative formative intraprese.

2. Degrado delle componenti e danno erariale

La prolungata permanenza in hangar degli elicotteri RH-119, ormai inattivi da un considerevole arco temporale (circa un anno), è direttamente riconducibile alla mancanza di una programmazione addestrativa strutturata e alla contestuale carenza di istruttori e piloti qualificati sul nuovo elicottero.

Tale inattività prolungata ha già comportato la permanenza continuativa di alcuni aeromobili in ambiente hangarato, esponendo componenti aeronautiche critiche a fenomeni di deterioramento e ossidazione, con conseguente rischio di danno materiale agli aeromobili. Da ciò deriva:

  • l’impossibilità di rendere operativi gli aeromobili già acquisiti;
  • l’inattività di componenti aeronautiche ad elevato valore economico;
  • il progressivo decadimento delle competenze teoriche già acquisite dal personale navigante (skill fade);
  • il potenziale aggravio dei costi manutentivi derivanti dal ripristino dell’efficienza tecnica dei sistemi attualmente inattivi.

Risulta a questa Unarma che due aeromobili RH-119, fermi in hangar da diversi mesi, abbiano presentato evidenti segni di ossidazione e ruggine sulle pale del rotore. Si ricorda che il valore di un singolo set di pale per tale aeromobile ammonta a centinaia di migliaia di euro. Lasciare che agenti corrosivi intacchino componenti così critiche e costose per mera inattività configura un’ipotesi di grave danno erariale.

3. De-specializzazione professionale (costituzione nucleo droni)

Si rileva altresì l’intenzione di procedere alla costituzione di un nucleo droni mediante il trasferimento di personale appartenente al ruolo pilota, al quale verrebbero richieste contestualmente mansioni di condotta di aeromobile e di operatore di sistemi a pilotaggio remoto.

Tale previsione comporta un impiego non esclusivo del personale navigante in attività operative eterogenee, determinando una frammentazione dell’addestramento e una riduzione della continuità operativa sul mezzo aereo ad ala rotante. La duplicazione delle competenze richieste su piattaforme tecnologicamente ed operativamente distinte:

  • limita il tempo disponibile per il mantenimento delle qualifiche di volo;
  • riduce la currency operativa sugli aeromobili in linea;
  • incrementa il carico cognitivo ed addestrativo del personale;
  • ostacola il necessario processo di consolidamento delle competenze specifiche di pilotaggio.

4. Mancato investimento sul personale di nuova immissione e dispersione delle risorse formative

Si rileva l’assenza di un investimento strutturato sul personale navigante di più recente immissione, il quale dovrebbe costituire, in prospettiva, il bacino prioritario per lo sviluppo delle future capacità operative sul nuovo elicottero.

Tale personale, anziché essere inserito in un percorso progressivo di qualificazione e consolidamento delle competenze di pilotaggio su ala rotante, risulta frequentemente distolto da tali obiettivi e destinato ad altri ambiti operativi, quali il costituendo nucleo droni.

La riallocazione di risorse umane giovani verso compiti differenti rispetto alla funzione primaria di pilotaggio:

  • interrompe il fisiologico processo di crescita professionale in ambito volo;
  • limita la costruzione di esperienza volativa continuativa;
  • riduce il potenziale bacino di futuri istruttori qualificati;
  • compromette la sostenibilità nel tempo della linea di volo.

L’assenza di una politica di valorizzazione e sviluppo del personale di nuova assegnazione rischia pertanto di generare, nel medio-lungo periodo, un deficit strutturale di equipaggi qualificati, incidendo negativamente sulla capacità dell’Amministrazione di garantire la continuità operativa e il necessario ricambio generazionale all’interno del ruolo pilota.

In attesa di un solerte riscontro, si inviano i più cordiali saluti.

Antonio Nicolosi

Segretario Generale di Unarma