Il nostro entusiasmo iniziale, manifestato al momento della presentazione del progetto da parte del Comando Generale, ha lasciato spazio a forti e concrete preoccupazioni. Già dalle prime segnalazioni giunte dalla Segreteria di UNARMA Marche nel mese di aprile 2026, fino ai successivi sviluppi odierni, dove non si sono ravvisati cambiamenti positivi: sono emerse criticità gestionali non trascurabili.
Evidenziamo come l’applicazione di disposizioni unilaterali, calate dall’alto e prive di condivisione, stia creando disomogeneità sul territorio. Molti Comandanti continuano a esercitare logiche di comando tradizionali, ignorando le tutele e i limiti operativi previsti per le Stazioni Presidiarie (già residenziali) gravando impropriamente sul personale.
In virtù di ciò pensiamo che chi ha oneri di comando non sia ancora maturo ad accettare un cambiamento sulle restrizioni sull’azione di comando, nei confronti dei militari operanti nelle Stazioni Presidiarie.
A questo punto la nostra valutazione iniziale è mutata e ribadiamo la nostra ferma contrarietà a un riordino delle unità territoriali sull’intero territorio nazionale che non tenga conto delle reali esigenze del progetto e le prerogative sul benessere del personale.
Auspichiamo un reale, serio ed effettivo confronto sindacale scevro da condizionamenti e prese di posizioni.
L’istituzione e i militari vengono prima dell’innamoramento delle idee, soprattutto quando queste non sono condivise da chi dovrebbe attuarle.
Apri il documento
