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OGGETTO: Richiesta chiarimenti in merito ai Marescialli provenienti dal corso triennale con obbligo di impiego pressoTenenze e Stazioni.

da | Ott 6, 2026 | News | 0 commenti

OGGETTO: Richiesta chiarimenti in merito ai Marescialli provenienti dal corso triennale con obbligo di impiego pressoTenenze e Stazioni.

Al Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri
Ufficio Relazioni Sindacali

MARESCIALLI, QUANDO L’AMMINISTRAZIONE TI SPOSTA E POI TI PRESENTA IL CONTO
UNARMA raccoglie una segnalazione che pone una questione seria e che merita una risposta formale da parte del
Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri. Il problema riguarda i marescialli provenienti dal corso triennale che
vengono impiegati presso Tenenze e Stazioni e che, prima del completamento del previsto quadriennio, vengono
successivamente trasferiti in altri reparti per esigenze dell’Amministrazione, per specifiche competenze o attraverso
procedure di reimpiego.
Il punto è semplice: se l’Amministrazione decide di impiegare un maresciallo altrove prima che abbia completato
il quadriennio, quel periodo di servizio deve essere considerato oppure no quando lo stesso militare,
successivamente, presenta domanda per una specializzazione? La disciplina dei Profili d’impiego prevede il
quadriennio presso Tenenza o Stazione e collega al suo completamento anche l’accesso a determinati corsi di
specializzazione. Ma proprio qui nasce la criticità. Se il militare viene trasferito prima del completamento del quadriennio
per una decisione dell’Amministrazione e successivamente si vede opporre proprio quel quadriennio come requisito per
una nuova selezione, si rischia di creare un meccanismo nel quale il personale viene impiegato secondo le esigenze
dell’Arma, ma potrebbe essere penalizzato professionalmente proprio per essere stato impiegato dove l’Arma
aveva bisogno. È una questione che riguarda non soltanto i singoli interessati, ma il principio di coerenza dell’azione
amministrativa. Non possiamo avere da una parte un’Amministrazione che dispone il reimpiego anticipato e dall’altra la
stessa Amministrazione che considera quel trasferimento come un elemento ostativo alla successiva crescita professionale
del militare. Ancora più importante è il tema delle specializzazioni. Per i corsi collegati a settori strategici dell’Arma,
come la Tutela della Salute, la Tutela del Lavoro e altri comparti specialistici, occorre evitare che una diversa
interpretazione delle disposizioni interne produca disparità tra militari che hanno seguito percorsi professionali
determinati anche dalle esigenze dell’Amministrazione.
Chiediamo al Comando Generale di chiarire formalmente:

  1. come debba essere computato il servizio prestato dai marescialli trasferiti prima del completamento del
    quadriennio;
  2. se il personale trasferito in ragione di esigenze dell’Amministrazione debba essere nuovamente penalizzato
    nell’accesso alle successive specializzazioni;
  3. come debbano essere coordinati i Profili d’impiego con le deroghe e le procedure di reimpiego anticipato;
  4. quale tutela debba essere riconosciuta a chi è stato trasferito sulla base di provvedimenti adottati
    dall’amministrazione;
  5. come verrà applicata questa disciplina ai nuovi marescialli reclutati attraverso il concorso straordinario previsto
    dal D.L. 23/2026.
    Non chiediamo privilegi, chiediamo una cosa molto più semplice: regole, criteri chiari e nessuno penalizzato per
    essere stato impiegato dall’Amministrazione dove l’Amministrazione stessa aveva bisogno.
    Per quanto sopra chiediamo al Comando Generale un chiarimento formale.
    Perché la professionalità di un maresciallo non può diventare una variabile dipendente dall’interpretazione di una
    disposizione interna.
    Si resto in attesa di riscontro entro 30 gg, con riserva di accesso agli atti L. 241/90.
    Antonio Nicolosi
    Segretario generale di Unarma