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OGGETTO: CELIACHIA E ARRUOLAMENTO: LA SCIENZA È CAMBIATA. I CRITERI DI IDONEITÀ?

da | Ago 28, 2026 | News | 0 commenti

OGGETTO: CELIACHIA E ARRUOLAMENTO: LA SCIENZA È CAMBIATA. I CRITERI DI IDONEITÀ?

AL MINISTRO DELLA DIFESA

AL COMANDO GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI

ALL’ASSOCIAZIONE ITALIANA CELIACHIA

Oggi un giovane affetto da celiachia, anche quando la patologia è correttamente controllata attraverso una rigorosa dieta priva di glutine e non determina limitazioni funzionali, non può accedere alla carriera militare e quindi neppure all’Arma dei Carabinieri.

C’è però un dato difficile da ignorare: se la diagnosi interviene dopo l’arruolamento, la celiachia non determina automaticamente la cessazione dal servizio. È proprio questa differenza tra il “prima” e il “dopo” che, alla luce delle attuali conoscenze scientifiche, merita secondo noi di essere nuovamente approfondita.

Sul tema va riconosciuto il lavoro che AIC – Associazione Italiana Celiachia – porta avanti da anni, attraverso interlocuzioni con il Ministero della Difesa, audizioni parlamentari e richieste di aggiornamento dei criteri di accesso. Un percorso che, nonostante le evidenze scientifiche rappresentate, non ha finora determinato il superamento dell’attuale preclusione.

Nel 2024 il Ministero della Difesa ha infatti confermato il proprio orientamento, richiamando l’esigenza di garantire la salute del personale in ogni possibile condizione operativa.

Un’esigenza che nessuno intende sottovalutare. Tuttavia, riteniamo che, sotto il profilo puramente logistico e del vettovagliamento, le odierne forniture commerciali offrano soluzioni ampiamente collaudate: le moderne razioni operative da campo (MRE) prive di glutine, a lunga conservazione, sono infatti già capaci di soddisfare appieno le esigenze nutrizionali in qualsiasi campo operativo, neutralizzando di fatto l’ostacolo gestionale.

Proprio per questo riteniamo legittimo domandarsi se la diagnosi, da sola, debba continuare a determinare automaticamente l’inidoneità, oppure se le conoscenze scientifiche disponibili consentano oggi di valutare concretamente la persona, il quadro clinico e l’effettiva compatibilità con il servizio.

Uno studio condotto proprio su personale dell’Arma dei Carabinieri ha rilevato una prevalenza della celiachia sostanzialmente sovrapponibile a quella della popolazione generale e ricorda che il personale correttamente trattato può mantenere qualità della vita e prestazioni fisiche normali.

La stessa letteratura militare internazionale ha evidenziato la contraddizione tra i criteri estremamente rigidi previsti per il reclutamento e quelli applicati a chi sviluppa la patologia dopo essere entrato in servizio, proponendo di considerare la gravità della condizione e la sua reale interferenza con i compiti militari.

Per queste ragioni, UNARMA chiede che venga istituito un tavolo tecnico presso la Direzione Generale della Sanità Militare, con la partecipazione di specialisti gastroenterologi e di AIC, al fine di verificare se la celiachia ben controllata e senza complicanze possa essere valutata non più come causa di esclusione assoluta, ma come condizione da valutare caso per caso, come già avviene per il personale in servizio.

Una simile apertura consentirebbe di allineare l’Italia alle direttrici già tracciate da numerosi Paesi europei: basti pensare al Regno Unito o all’esempio della Spagna, che già dal 2018 ha rimosso storicamente la celiachia dalle cause di esclusione medica per l’accesso alle proprie Forze Armate, alla Polizia Nazionale e, soprattutto, alla Guardia Civil, corpo del tutto omologo all’Arma dei Carabinieri.

Perché rimane difficile spiegare a un giovane che una condizione compatibile con la permanenza e lo svolgimento del servizio, quando viene diagnosticata dopo l’arruolamento, debba costituire una barriera assoluta quando è conosciuta prima di indossare l’uniforme.

Certi di trovare la massima attenzione sulle questioni rappresentate, si porgono distinti saluti.

Roma, lì 28 agosto 2026

Antonio Nicolosi
Segretario generale di UNARMA