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Oggetto: Richiesta di intervento correttivo e chiarimenti in merito all’attribuzione del contributo per l’acquisto di abiti civili al personale dell’Arma

da | Ago 11, 2026 | News | 0 commenti

Oggetto: Richiesta di intervento correttivo e chiarimenti in merito all’attribuzione del contributo per l’acquisto di abiti civili al personale dell’Arma

AL COMANDO GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI

La scrivente Segreteria Nazionale dell’APCSM UNARMA A.S.C., a seguito di circostanziate segnalazioni pervenute da parte del personale iscritto, intende sottoporre all’attenzione di codesto Preg.mo Comando Generale una problematica di carattere generale e applicativo relativa alla disciplina dell’uso dell’abito civile e all’attribuzione del relativo contributo annuale per l’acquisto del vestiario.

La cornice regolamentare che disciplina la materia individua nell’uso dell’abito civile in servizio una deroga alla regola generale dell’uniforme, motivata da imprescindibili esigenze operative e funzionali.

In particolare:

  • la direttiva SMD-G-010, al Capo I), sancisce il principio del decoro e della rispondenza della tenuta alle funzioni svolte;
  • il Regolamento Generale per l’Arma dei Carabinieri disciplina le deroghe all’obbligo dell’uniforme per il personale impiegato in attività di Polizia Giudiziaria, investigative o in contesti nei quali la tenuta civile sia richiesta dalla natura del servizio;
  • il regolamento R-11 ribadisce che l’uso dell’abito civile in servizio è condizionato all’autorizzazione della competente autorità per specifiche esigenze tabellari e di servizio, vietando tassativamente l’uso promiscuo con capi di uniforme e imponendo standard di decoro adeguati all’Istituzione.

L’erogazione del contributo o indennità di vestiario non costituisce un beneficio accessorio discrezionale, bensì la necessaria compensazione economica a carico dell’Amministrazione per l’usura dei capi di vestiario privati utilizzati in luogo dell’uniforme in dotazione, per esclusive esigenze di servizio.

Questa Segreteria Nazionale rileva come, in diversi ambiti dell’Organizzazione dell’Arma – compresi reparti inquadrati nell’ambito del Reparto Autonomo o distaccati presso enti interforze – si assista da tempo alla prassi di erogare il contributo de quo secondo criteri di rotazione tra il personale operante.

Sul piano logico e giuridico, tale modalità appare incoerente con i presupposti normativi: se un militare è formalmente autorizzato e impiegato in abito civile per l’intero anno solare, l’usura del vestiario proprio avviene in misura continuativa. La ripartizione rotatoria del contributo tra gli aventi diritto determina una palese penalizzazione economica per i Carabinieri, i quali si trovano a coprire a proprie spese un onere che la normativa pone a carico dell’Amministrazione.

Un esempio emblematico di tale criticità è riscontrabile presso il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP) della Direzione Centrale della Polizia Criminale.

In base alle tabelle allegate al prontuario CC/CIV/01 del Comando Generale dell’Arma, il contingente di personale destinatario del contributo annuale per l’abito civile presso lo SCIP è fissato in 49 unità.

Tuttavia, la forza effettiva dell’Arma impiegata presso il citato Servizio e continuativamente autorizzata a vestire l’abito civile – in ragione delle peculiari e ininterrotte attività di scorta internazionale, estradizioni, collegamenti aeroportuali e relazioni di polizia transfrontaliere – sembrerebbe attestarsi attualmente su circa 100 unità.

Per far fronte al divario tra le 49 posizioni previste nel prontuario menzionato e le circa 100 unità effettivamente impiegate in abito civile, risulta applicato un sistema di avvicendamento annuale nell’assegnazione del contributo, definito “inderogabile”.

Sembrerebbe quindi che il personale, pur svolgendo le medesime mansioni operative in abito borghese ogni anno, percepisca il rimborso previsto a periodi alterni.

Alla luce di quanto sopra esposto, UNARMA A.S.C. chiede a codesto Preg.mo Comando Generale di valutare l’adozione dei seguenti interventi correttivi:

1. Revisione e aggiornamento del Prontuario CC/CIV/01 (Ed. 2022)
Procedere al tempestivo riallineamento delle tabelle organiche relative ai vari uffici e reparti, adeguando il numerico delle posizioni autorizzate al contributo all’effettivo numero di unità dell’Arma autorizzate a vestire l’abito civile e impiegate nelle relative mansioni.

2. Superamento della prassi dell’alternanza
Disporre direttive chiare affinché l’attribuzione del contributo sia direttamente ed esclusivamente correlata all’effettivo e continuativo svolgimento delle mansioni in abito civile, garantendo l’erogazione annuale a tutti i militari che si trovano nelle condizioni previste, superando qualsiasi meccanismo di rotazione o ripartizione interna.

Certi della consueta attenzione verso le tematiche che riguardano la tutela del personale e l’efficienza dei servizi istituzionali, si rimane in attesa di un cortese riscontro o di un eventuale tavolo di confronto sul tema.

Roma, lì 11 agosto 2026

La Segreteria Nazionale

Antonio Nicolosi
Segretario Generale di UNARMA