Pubblichiamo il dossier ufficiale redatto da UNARMA (Associazione Sindacale Carabinieri), intitolato «Il gap previdenziale dei Carabinieri: un’inerzia di Stato che depaupera il nostro futuro».
Il documento mette a nudo una ferita istituzionale aperta da oltre trent’anni: l’esclusione strutturale del personale del Comparto Difesa e Sicurezza dall’accesso alla previdenza complementare (il cosiddetto secondo pilastro), uno strumento di tutela già garantito alla stragrande maggioranza dei lavoratori pubblici e privati.
Numeri e proiezioni alla mano, il sindacato denuncia un “gap previdenziale” medio di circa 440 euro netti al mese — equivalente a un taglio del 22% del potere d’acquisto rispetto all’ultimo stipendio — che rischia di trasformare i futuri pensionati in divisa nei “nuovi poveri” dello Stato. Oltre al danno sulla rendita mensile, pesano i ritardi fino a tre anni nell’erogazione del Trattamento di Fine Servizio (TFS) e una tassazione ordinaria fortemente penalizzante rispetto al settore privato.
Di seguito proponiamo il testo integrale del dossier, che declina l’analisi dettagliata del quadro normativo attuale e le rivendicazioni concrete avanzate ai tavoli della Funzione Pubblica per restituire dignità e giustizia economica a chi garantisce la sicurezza del Paese.