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Scuola Marescialli: quando le regole vengono insegnate, ma non applicate

da | Lug 3, 2026 | News | 0 commenti

Scuola Marescialli: quando le regole vengono insegnate, ma non applicate

Alla Scuola Marescialli e Brigadieri si insegna il rispetto delle norme. Qualcuno evidentemente ha saltato la lezione.

Lo Stato Maggiore della Difesa era stato chiaro con la circolare REG2023 0263947 del dicembre 2023: le assemblee sindacali in sede militare sono riservate ai soli militari. Nessun soggetto esterno, nessuna deroga. 

Quando UNARMA ha visto pubblicizzata un assemblea del 12 maggio, con ospite Andrea Quarto, ex incursore del Gruppo Operativo Incursori e atleta paralimpico del Team Italia Para Powerlifting, ha chiesto formalmente al Comando Generale se l’evento fosse regolare o se la norma fosse nel frattempo cambiata. La risposta ottenuta era che l’evento poteva svolgersi.

Quel giorno, presso la Scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze, l’APCSM in argomento ha tenuto la sua assemblea con l’ospite esterno, autorizzata dalla Scuola e dal Comando Generale. Pubblicizzata sui social, foto di rito incluse. Quella stessa Scuola dove ogni giorno si insegna ai futuri Marescialli dell’Arma anche il rispetto delle norme. Valore che, in questa occasione, non ha trovato uguale applicazione ai piani alti.

Oggi arriva la risposta formale al nostro quesito da parte dello Stato Maggiore del ministero della Difesa: nessuna norma è cambiata. Anzi, viene ribadita e sottolineata. La circolare del 2023 è ancora pienamente vigente. L’assemblea del 12 maggio, autorizzata e celebrata, non avrebbe dovuto svolgersi in quei termini.

Registriamo una disparità. Una disparità che non potrà essere rivendicata né da UNARMA né da altre APCSM, poiché la norma resta quella che è, e oggi è stata confermata nero su bianco. Lo segnaliamo nelle sedi competenti.

Chi amministra dovrebbe ricordare che applicare la norma solo quando è comodo trasforma la regola in privilegio e le regole non hanno corsie preferenziali: le regole sono regole e noi le rispettiamo senza chiedere favoritismi perché non chiediamo ai decisori di disattendere ciò che è scritto e deciso; perché il disattendere o interpretare è sintomo di superficialità.

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