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OGGETTO: Richiesta urgente di intervento normativo e amministrativo a tutela del personale dell’Arma dei Carabinieri ferito in servizio

da | Mag 23, 2026 | News | 0 commenti

OGGETTO: Richiesta urgente di intervento normativo e amministrativo a tutela del personale dell’Arma dei Carabinieri ferito in servizio

AL MINISTRO DELLA DIFESA

AL COMANDO GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI DI ROMA

Questa Segreteria intende portare alla Vostra attenzione una situazione di grave criticità, di natura strutturale e ormai non più rimandabile, riguardante la tutela sanitaria, economica e previdenziale del personale delle Forze dell’Ordine coinvolto in infortuni in servizio o per causa di servizio.

PREMESSA

L’esposizione si basa su una testimonianza diretta riguardante un grave infortunio occorso circa tre anni fa, durante un intervento operativo finalizzato a sventare una rapina in atto. Si evidenzia che l’evento si è verificato anche in condizioni di libero servizio e che il personale coinvolto ha riportato lesioni di natura grave e permanente, ampiamente documentate da strutture sanitarie militari e specialistiche di settore.

A distanza di tre anni, persistono conseguenze fisiche, psicologiche ed economiche di rilevante entità, con un danno stimato di circa 60.000 euro e una spesa mensile continuativa di circa 537 euro per farmaci non mutuabili e terapie correlate.

DIMENSIONE DEL PROBLEMA

Nel solo primo semestre del 2023 si sono registrati circa 2.735 infortuni tra appartenenti alle Forze dell’Ordine, dato che evidenzia la natura strutturale del fenomeno e l’elevato livello di esposizione al rischio operativo del personale impegnato nella tutela della sicurezza pubblica.

CRITICITÀ DEL SISTEMA DI TUTELA SANITARIA ED ECONOMICA

L’attuale quadro normativo e amministrativo presenta significative criticità:

✓ il personale ferito è costretto ad anticipare integralmente le spese sanitarie, creando un onere economico immediato e gravoso;

✓ i rimborsi risultano parziali e non proporzionati ai costi effettivi sostenuti;

✓ non è prevista un’esenzione automatica dal ticket sanitario per le prestazioni legate a infortuni in servizio;

✓ l’unico rimborso completo è subordinato al riconoscimento dello status di “Vittima del Dovere”, con tempi di attesa incompatibili con le esigenze di cura e di recupero immediato.

TEMPI AMMINISTRATIVI INCOMPATIBILI CON LE NECESSITÀ DI CURA

I processi amministrativi risultano estremamente lunghi e inefficaci, con tempi stimati di:

✓ circa 5 anni per la concessione della pensione privilegiata;

✓ 2–3 anni o più per il Comitato di Verifica (nel caso specifico ancora non concluso);

✓ 3–5 anni per l’equo indennizzo.

Questa tempistica crea un vuoto di tutela proprio nella fase immediatamente successiva all’infortunio, compromettendo la possibilità di cure tempestive e adeguate.

IMPATTO ECONOMICO E PREVIDENZIALE

Durante il periodo di infortunio si verifica:

✓ la perdita di circa il 30% della retribuzione, costituito da emolumenti accessori;

✓ un sostanziale ridimensionamento dello stipendio percepito;

✓ un impatto diretto e negativo sul trattamento pensionistico futuro, in un sistema contributivo.

RICHIESTE E PROPOSTE

È fondamentale richiedere con urgenza:

✓ la defiscalizzazione dello stipendio durante il periodo di infortunio, considerando che circa il 30% del salario è costituito da emolumenti accessori che vengono persi;

✓ il rimborso integrale delle spese sanitarie sostenute a seguito di infortunio in servizio;

✓ una tutela previdenziale adeguata, affinché la riduzione dello stipendio non si traduca in una diminuzione del trattamento pensionistico futuro.

CONCLUSIONI

È imperativo riconoscere che il rispetto e la tutela di chi rischia ogni giorno la propria vita per garantire la nostra sicurezza non sono solo un dovere morale, ma una responsabilità civica imprescindibile.

È inaccettabile che, in un Paese che si proclama civile e avanzato, chi serve lo Stato e si espone a pericoli continui debba farlo con la consapevolezza di essere lasciato solo di fronte alle sfide e alle ingiustizie.

La sofferenza e l’isolamento vissuti da questi individui sono la testimonianza più crudele di un sistema che ha fallito nel suo compito fondamentale: proteggere chi protegge.

È ora che le istituzioni si assumano fino in fondo questa responsabilità, intervenendo con decisione e immediatezza per riformare un sistema che, altrimenti, continuerà a tradire i suoi stessi valorosi protagonisti, rendendoli vittime di una disumanità che fa vergognare chiunque abbia un minimo senso di giustizia e umanità.

Con osservanza.

Roma, 23 maggio 2026

Antonio Nicolosi
Segretario Generale UNARMA