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Segnalazione Urgente al Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri

da | Apr 2, 2026 | News | 0 commenti

Segnalazione Urgente al Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri

AL COMANDO GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI

In relazione alle segnalazioni pervenute a questa Organizzazione sindacale, acquisite con la consueta attenzione e nel pieno rispetto della riservatezza delle fonti, si delinea un quadro operativo presso la Stazione Carabinieri di Bordonaro (ME) che non può essere ulteriormente sottovalutato e che impone un intervento tempestivo, concreto e risolutivo.

Il crollo del muro perimetrale della caserma rappresenta un evento di oggettiva criticità che, sin dal suo verificarsi, avrebbe richiesto una gestione straordinaria improntata a criteri rigorosi di uniformità, tutela del personale e chiarezza organizzativa. In tale contesto, dopo una prima fase caratterizzata dall’istituzione di un servizio di vigilanza dedicato, si è successivamente passati all’impiego di sistemi di videosorveglianza che, di fatto, hanno trasferito sul militare in servizio ulteriori incombenze operative.

Quest’ultimo si trova oggi a dover assolvere simultaneamente funzioni di ricezione del pubblico, raccolta delle denunce e monitoraggio costante delle aree perimetrali compromesse, con un aggravio di responsabilità che appare tutt’altro che marginale.

A tale situazione si è accompagnata una rimodulazione dell’orario di lavoro, articolata su turni di otto ore in luogo delle ordinarie sei. Se in una fase emergenziale una simile scelta può trovare una giustificazione temporanea, ciò che desta seria preoccupazione sono le modalità con cui tale assetto viene concretamente applicato.

Le informazioni raccolte evidenziano come, a parità di condizioni operative e di carichi di lavoro, il trattamento delle ore eccedenti risulti gestito in maniera difforme tra i due comandi coesistenti all’interno del medesimo stabile. In particolare, viene rappresentato che, mentre per una parte del personale le due ore aggiuntive vengono regolarmente riconosciute e remunerate come ore al 100%, per altri operatori le medesime ore confluiscono nel monte straordinario del reparto senza incremento del monte ore stesso, con conseguente saturazione delle disponibilità e rinvio della liquidazione a tempistiche incerte, subordinate a futuri stanziamenti.

Una simile impostazione, ove confermata, introduce una evidente disomogeneità di trattamento tra militari chiamati a svolgere identiche mansioni nello stesso contesto operativo, senza che emergano ragioni oggettive idonee a giustificare tale differenziazione. È appena il caso di ricordare che i principi di equità, imparzialità e uniformità dell’azione amministrativa impongono che situazioni sovrapponibili ricevano risposte coerenti.

La divergenza nei criteri di riconoscimento delle prestazioni lavorative non solo appare difficilmente sostenibile sotto il profilo organizzativo, ma rischia di incidere negativamente sul clima interno, sulla motivazione del personale e, conseguentemente, sull’efficienza complessiva del servizio. Non meno rilevante è il tema del sistematico ricorso allo straordinario non immediatamente retribuito. Il differimento reiterato delle spettanze, in assenza di tempistiche certe e di adeguate garanzie, si traduce di fatto in una penalizzazione concreta per i militari interessati, con inevitabili riflessi sulla percezione di correttezza e affidabilità dell’Amministrazione.

Alla luce di quanto esposto, Unarma A.S.C. evidenzia come la situazione descritta presenti profili di criticità che non possono essere ignorati e richiede un immediato intervento di verifica e riallineamento. Si ritiene indispensabile che le competenti articolazioni di comando procedano senza indugio a un accertamento puntuale delle modalità di gestione del personale e delle risorse, adottando ogni misura necessaria a ricondurre l’organizzazione del servizio entro parametri di piena coerenza, legittimità e sicurezza, garantendo al contempo uniformità di trattamento tra tutti gli operatori impiegati.

Questa Organizzazione sindacale, nel ribadire il proprio ruolo di tutela, rappresenta con fermezza che il protrarsi di tali condizioni non potrà trovare ulteriore accettazione e comporterà l’attivazione delle iniziative previste dall’ordinamento, nelle forme e nelle sedi competenti, finalizzate a ottenere le necessarie verifiche e i conseguenti interventi correttivi. Si confida, pertanto, in un riscontro sollecito e in un’azione concreta e determinata, volta a prevenire il consolidarsi di prassi disomogenee che rischiano di compromettere non solo la regolarità dell’azione amministrativa, ma anche la dignità professionale e le condizioni operative del personale coinvolto.

Roma, 2 aprile 2026

Antonio Nicolosi

Segretario Generale di Unarma