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OGGETTO: Richiesta di chiarimenti urgenti in merito alla mancata erogazione del cosiddetto

da | Gen 12, 2026 | News | 0 commenti

“bonus mamme” al personale dell’Arma dei Carabinieri

ALL’ISTITUTO NAZIONALE PER LA PREVIDENZA SOCIALE

AL MINISTRO DELLA DIFESA

AL COMANDO GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI

AL MINISTRO PER LA FAMIGLIA, LA NATALITÀ E LE PARI OPPORTUNITÀ

Segreteria del Ministro

Unarma – Associazione Sindacale Carabinieri, nell’esercizio delle proprie funzioni di rappresentanza e tutela del personale dell’Arma dei Carabinieri, e in particolare a tutela delle lavoratrici madri, evidenzia una situazione di rilevante criticità concernente la mancata erogazione del cosiddetto bonus mamme nei confronti di numerose appartenenti all’Arma dei Carabinieri aventi diritto al beneficio.

Da segnalazioni puntuali e documentate pervenute all’Associazione, emerge come molte lavoratrici in uniforme, pur in presenza dei requisiti previsti dalla circolare n. 139 del 28/10/2025 nonché dal successivo messaggio INPS n. 3289 del 31 ottobre 2025, e nonostante il regolare assolvimento degli adempimenti richiesti entro la tempistica del 9 dicembre, non abbiano ancora ricevuto il beneficio economico previsto a sostegno della genitorialità. Tale situazione appare priva di giustificazione formale e sta determinando un diffuso stato di incertezza e legittimo disagio tra il personale interessato.

La mancata erogazione del beneficio appare ancor più priva di giustificazione se si considera che le interessate hanno provveduto a presentare direttamente la domanda tramite il portale istituzionale dell’INPS, senza che tale procedura dovesse transitare attraverso il CNA o altri uffici intermedi, né richiedesse forme di validazione o convalida da parte di strutture amministrative esterne all’Istituto.

Dall’analisi delle segnalazioni emergerebbe, infatti, che per alcune istanze risulta indicato uno stato di “valutazione in corso”, per altre è stato comunicato un esito negativo, mentre in ulteriori casi viene richiesto alle interessate di presentare un’istanza di riesame. Tale frammentazione procedurale, in assenza di motivazioni chiare e uniformi, contribuisce ad alimentare incertezza e disorientamento tra le beneficiarie.

Unarma ritiene doveroso evidenziare come il bonus mamme rappresenti una misura di welfare di integrazione al reddito di fondamentale importanza, finalizzata a sostenere concretamente le madri lavoratrici e a favorire l’equilibrio tra vita professionale e familiare. L’eventuale mancata applicazione della misura nei confronti del personale del Comparto Sicurezza e Difesa rischia di configurare una disparità di trattamento non compatibile con i principi di equità, universalità e imparzialità che devono guidare l’azione della Pubblica Amministrazione.

Alla luce di quanto sopra, Unarma richiede urgenti e circostanziati chiarimenti in ordine:

  • alle motivazioni giuridiche e amministrative che hanno determinato il mancato o ritardato riconoscimento del beneficio;
  • alle modalità operative adottate dall’Istituto per l’applicazione della misura al personale militare;
  • ai tempi certi e alle procedure attraverso cui verrà garantita la piena corresponsione delle somme spettanti alle aventi diritto.

Si ritiene inaccettabile che una misura presentata come strumento di tutela e valorizzazione della maternità venga di fatto disattesa o applicata in modo non uniforme. Le donne dell’Arma dei Carabinieri svolgono un servizio essenziale per lo Stato, spesso caratterizzato da turnazioni gravose, elevata responsabilità e sacrifici personali significativi. A tali condizioni operative non può e non deve aggiungersi l’ulteriore penalizzazione derivante da disfunzioni amministrative o da carenze di coordinamento tra enti.

Unarma sottolinea come il rispetto dei diritti delle madri lavoratrici non costituisca una concessione discrezionale, bensì un preciso obbligo giuridico e morale per le istituzioni. Ogni ritardo nell’erogazione del beneficio produce effetti concreti sulla vita delle famiglie coinvolte e rischia di compromettere la fiducia del personale nei confronti degli organismi deputati alla tutela previdenziale e assistenziale.

Ci si auspica, pertanto, un intervento da intraprendere con la massima sollecitudine, adottando ogni misura necessaria a garantire uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale.

Unarma continuerà a esercitare con determinazione il proprio ruolo di rappresentanza e tutela, monitorando attentamente l’evoluzione della vicenda e riservandosi di intraprendere ogni iniziativa sindacale e istituzionale ritenuta opportuna qualora non dovessero pervenire risposte chiare, esaustive e risolutive in tempi congrui.

La tutela della maternità e il rispetto dei diritti previdenziali costituiscono un parametro essenziale di civiltà giuridica e di credibilità dell’azione pubblica. Su tali temi non sono ammissibili incertezze, ritardi o omissioni.

Roma, 12 gennaio 2026

UNARMA al Femminile – Progetto Donna